Biglietto ridotto: 7 euro
Un volo orizzontale nasce dall’esigenza di lavorare in modo autonomo e fantasioso sull’opera letteraria di Franz Kafka, spesso oscura, spesso frammentata, spesso dolorosamente avvolta nella nube dell’incomprensibilità. Alcuni degli episodi che si narrano nello spettacolo (il viaggio in un sanatorio di Riva del Garda, per esempio, oppure il faticoso lavoro da burocrate) sono tratti direttamente dalla biografia del grande
scrittore praghese. Tuttavia lo spettacolo è soprattutto una meditazione sulle opere e sugli strani segni che le affollano.
Si seguirà, lungo il dipanarsi dell’azione, il percorso parabolico (nel senso di discendente, e nel senso di esemplificativo) del giovane banchiere F. Akka (il nome è, non a caso l’anagramma del cognome Kafka) che credendo di prenotare una vacanza per curare una malattia respiratoria, finirà per essere recluso in un sanatorio.La malattia, tema anch’esso che prende spunto dalla tubercolosi realmente occorsa a Kafka, qui viene rappresentata con l’insorgere di un bruco nella laringe; bruco che con una meravigliosa metamorfosi (ancora una volta, “la metamorfosi”) diventerà farfalla portando a morte il protagonista. La varietà dell’esistenza e le sue punte d’assurdità vengono messe in luce dalla parata di personaggi che, come in uno stationendrama di Strindberg, incontrano il protagonista: verremo così a conoscenza di stazioni di treni in cui è perfettamente normale incontrare sirene centraliniste;di anomalie telefoniche per cui se si prenota un albergo, si rischia di venire internati in un ospedale; dell’esistenza di gatti parlanti, di portinaie trasformiste e un poco folli, di prostitute con quattro dita, di bambinaie anch’esse affette da una farfalla nella laringe. Anche per lo spettatore lo spettacolo,come per il protagonista, deve essere un viaggio
onirico. Un viaggio in cui ci si possa perdere nel sogno, nell’incubo, nella consapevolezza, nella conoscenza.
